Benessere è bellessere, o viceversa?

Perché vorrei parlare di benessere? Perché credo che lo stile che noi dobbiamo curare e mantenere ogni giorno, non possa essere distante dal senso di benessere.
Con stile intendo la scelta del tuo modo di apparire, la cura per l’abito, i particolari, gli accessori, il modo con cui ti muovi, con cui ti esprimi, parli e comunichi, il tuo modus mundi, il modo con cui stai al mondo. Il tuo taglio dei capelli, i colori che scegli di indossare e che ti rappresentano, tutto ciò che confermerà la tua essenza e determinerà la tua unicità. Più questi aspetti saranno equilibrati e coerenti con la tua persona più starai bene, ti sentirai adeguata/o e proverai quel senso di ben stare dentro il tuo corpo in un luogo chiamato mondo  (appunto ben essere). Più ti sentirai bene più cercherai di mantenere questo stato, che ti porterà a perseverare in tutte quelle dimensioni che contribuiranno a renderti piacevolemente presente e ben centrato nel qui ed ora.
Sceglierai quindi cosa fare nel tempo libero, che musica ascoltare, che tipo di sport potrebbe essere più congeniale alla tua persona, selezionerai persone che ti faranno bene, facendo ordine forse, nelle vecchie amicizie,  avrai un progetto di vita che ti permetterà di sapere quale sia il tuo posto nel mondo, imparerai a dire di no. Non solo, ma avrai un credo alimentare, dando importanza a ciò che mangerai in modo consapevole. Se sarà così ti piacerai. E in questo modo probabilmente sarai più gradevole agli altri.


Tutto questo ha una forte correlazione con il grado di fiducia che avrai con te stessa/o. Quella dimensione che viene chiamata “confidence”, appunto, è quella caratteristica che stupisce gli altri; potrebbe essere fortemente influente nel tuo lavoro, nella vita privata, in svariate occasioni. Si vede, si sente, è presente.
Confidence, dal latino fidere (confidare, avere fede) era la fiducia conferita agli dei, quella che successivamente è diventata l’autostima o nella sua versione più realizzativa l’autefficacia, ciò che possiamo comunemente definre cone “lo stare bene con se stessi”. Il filosofo e psicolgo William James fu il primo che parlò di autostima definendola quella dimensione possibile quando siamo in grado di abbandonare le fantasie di grandi successi dedicandci su obiettivi e traguardi alla nostra portata.
Quello stato invidiabile di sana tranquillità nel portare avanti scopi e progetti, sostenere idee e pensieri, realizzare scelte, volersi bene. Quella dimensione che lui definisce anche con “leggerezza del cuore” che avviene quando ci arrendiamo all’evidenza di ciò che siamo”. Mi piace la sua visione perchè mette in evidenza che la stima dunque non dipende dai successi o dai risulati ottenuti quanto piuttosto dal criterio che adottiamo nel giudicarci e dalle prestese che abbiamo rispetto al nostro modo di fare e di essere.

Se desideri poter confrontarti su tutto questo, se credi di voler avere un punto di vista esteriore che ti aiuti a definire meglio il tuo stile, che ti agevoli e ti accompagni nello sviluppo o nella valorizzazione della tua persona, troverai in questo spazio virtuale un luogo di confronto reale.

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