Fake it till you make it

Fingi finché non ci riesci. Cosa ne pensi?

Vi ricordate il libro The Big Con (The Story of the Confidence Man) in cui David Maurer, sulla scia degli anni ’30, a seguito della Grande Depressione, pompando la crisi anche emotiva diligante, presentava un personaggio che conteneva carisma, intuito, abilità, coraggio: “L’artista della truffa”. Era una figura che a quel tempo entusiasmava il pubblico sugli schermi del cinema e governava il pensiero collettivo americano. Sarà proprio questa prima descrizione di Maurer che ispirerà in seguito lo sceneggiatore David S.Ward in The Sting (La Stangata).

I truffatori, non sono deliquenti, ma sono garbati, scaltri, competenti, acuti, artsiti, seduttivi, chiamati appunto “artist of confidence” per la loro forte dose di sicurezza e per questo capaci di essere venditoriali, convincenti, carismatici. Siamo di fronte ad una nuova figura capace di ristimolare lo spirito di quel tempo, afflitto da una grave perdita della fiducia e dei valori, non solo economici ma anche profondamente umani e psicologici. Siamo di fronte ad un episodio sociale, ma che ci fa riflettere. Quindi qui entriamo in quella dimensione che ci spinge a chiederci se questo personaggio è reale o  finto, e ancora, è efficace o pericoloso. Ma davvero quelli che appaiono sicuri, risoluti, determinati, socialmente intraprendenti, scaltri, capaci di stare in tutte le situazioni con la stesso stato d’animo infallibile, sono persone di cui ci possiamo fidare? E ce la stanno raccontando giusta? Ed  avranno più successo di chi invece è naturale, autentico ed anche originale?

Arriviamo dunque a rileggere questa affermazione “Fake il till you make it” (fingi finchè non ci riesci) ponendoci una domanda:  ma questo pensiero magico che ti porta a fingere pur di sembrare sicuro, non è che forse sta ingannando anche te stesso? Questo pensiero ha probabilmente alterato un buon senso di consapvolezza, che invece credo sia la base del nostro stare bene. Gli studi lo confermano: se continuamo a fingere di essere ciò che non siamo, perdiamo aderenza a chi siamo davvero, disperdiamo la nostra natura e di conseguenza anche la fede nelle nostre reali capacità, che non saremo in grado di riconoscere. Inoltre un eccesso di fiducia potrebbe anche diventare un ostacolo ad un processo di miglioramento e di sviluppo delle nostre competenze.

Siamo d’accordo di abbandonare questa strada verso l’invicibilità e di lasciarci andare ad emozioni più vere, silenziose, intime, accettando anche l’incertezza, l’esitazione e perchè no, in alcuni momenti la confusione?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...