il rosa, un colore emozionale

Io credo nel rosa, io credo che ridere sia il modo per bruciare calorie, io credo nei baci, molti baci . Io credo nel diventare forte quando tutto sembra andare storto. Io credo che le ragazze felici siano le ragazze più belle. Io credo che domani sarà un altro giorno ed io credo nei miracoli.  Audrey Hepburn

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Molto curiosa la storia del colore rosa, il quale per molto tempo è stato un colore con caratteristiche maschili, derivando dal rosso, che rappresentava forza e carica vitale dell’uomo, ma con una dimensione di purezza e spiritualità, determinata dalla presenza del bianco. Simbolicamente rappresenta la speranza: è un colore positivo che ispira sentimenti di benevolenza, conforto, ha il potere di sedare le energie emozionali, allevia i sentimenti della rabbia, aggressione, risentimento, abbandono e rifiuto. Per questi effetti sul sistema nervoso, viene usato spesso in cromoterapia per controllare gli stati aggressivi. Come combinazione tra il bianco ed il rosso, il rosa contiene il bisogno di azione del rosso e la capacità intuitiva del bianco, come per moderare la passione fisica del rosso, sostituendola con un’energia più gentile e amorevole. Vive male i compromessi: in genere è amato o è odiato. Simboleggia anche la capacità di aprirsi al prossimo in un continuo scambio di dare e ricevere, infonde inoltre la capacità di perdono, rappresenta il lato tenero ed affettuoso della persona, infatti può essere respinto proprio per questo motivo, da chi vede nel colore una  dimensione di vulnerabilità.

Diviene il colore femminile solo a partire dagli anni Venti del secolo scorso; fino a tutto il ‘700 bambini e bambine indossavano indifferentemente l’azzurro e il rosa, pare che solo con la fine gli anni Cinquanta si consolidò l’idea della diversità dei due colori con un più marcato orientamento di genere. Gli uomini iniziarono a vestire di scuro per motivi professionali, legati principalmente al mondo degli affari, e le donne iniziarono a prediligere abiti chiari e delicati, più consoni al loro ruolo di madri e per distinguersi. Le strategie di marketing diventarono sempre più vincenti ed una serie di successi consolidarono la “femminilizzazione” del rosa. Proprio la Bambola Barbie, che arriva sul mercato negli anni in cui sembrava stabilirsi il concetto che il rosa fosse colore femminile, aiutò a rafforzare questa decisione.rendering_of_paul_smith_rainbow_wall_-_h_2017

Personalmente trovo questo colore speciale per esprimere delicatezza e dolcezza, talvolta anche seduzione se usato con attenzione e garbo, accostato ad altri colori, scelto nel mood giusto e nelle occasioni in cui è concesso.

Paul Smith ha dedicato al colore rosa le pareti del suo negozio di West Hollywood a Los Angeles, famosissimo e celebre per la scelta di grande visibilità, tale da essere diventato “Instagramissimo” in breve tempo.

Saper giocare con il rosa è divertente e, sono convinta che, indossato saggiamente in contesti anche professionali, possa smorzare alcune spigolosità perché energeticamente e visibilmente portatore di armonia e  gentilezza. Le ricerche scientifiche dimostrano gli effetti rilassanti di una certa tonalità di rosa, capace di abbassare le tensioni muscolari ed il battito cardiaco. In seguito a questa scoperta fu utilizzato in alcune prigioni americane per indurre i detenuti a mantenere un comportamento tranquillo  ed i risultati furono sorprendenti: l’Istituto di correzione della Marina dello stato di Washington registrò un drastico calo degli episodi di violenza, cosa che spinse la direzione a mantenere il colore fino ad oggi.

Vasilij Kandinskij sosteneva che il colore è un potere che influenza direttamente l’anima (il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima, il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde), ed infatti è dimostrato quanto il significato del colore sia importante per la sfera emotiva e comunicativa dell’uomo. Gli studi confermano, forse banalmente, che le emozioni positive sono sempre associate a colori chiari, mentre le negative a quelli scuri, ne deriva che la scelta che noi facciamo dei colori esprima messaggi più o meno consapevoli, impattando a livello fisico e psicologico e diventando strumento di comunicazione non verbale potente. Questo perché i colori sono costituiti da lunghezze d’onda che vengono percepite fisiologicamente in maniera spontanea e registrate nel sistema limbico, quella parte del nostro cervello che controlla il comportamento emozionale. Pensiamo al test dei colori che Max Luscher inventò nel 1947, diventando un ottimo test sia per gli adulti che per i bambini, per la conoscenza non solo di alcuni disagi ma anche delle loro predisposizioni emotive.

Saper scegliere e usare i colori diventa una competenza sociale, oltre che una scelta consapevole, in cui il  permettersi di usare (e osare) o cambiare il colore dell’abito che portiamo, soprattutto per noi donne, cogliendo questo vantaggio sull’uomo, non esprime per nulla frivolezza ma una decisione comportamentale. Così facendo esprimeremo molto chiaramente il nostro stile, sapendo in primo luogo che, attraverso il colore determineremo, portandolo e nello stesso modo avremo,  vedendolo nell’altro, reazioni psicofisiche e significati emotivi specifici, indipendenti dalla cultura a cui apparteniamo. In secondo luogo a questo si aggiunge l’atteggiamento che verrà assunto nei confronti di un colore, determinato invece dall’aspetto culturale, educativo e personale, individuale di ognuno di noi. Per fare un esempio, il nero è un colore oscuro, diventato nei paesi occidentali il colore funerario, ma anche il colore dell’eleganza e della sobrietà, a differenza del bianco che rappresenta luminosità a cui si associa il concetto di purificazione, minimalismo, semplicità. Sono le culture a scegliere il colore dunque per simboleggiare il significato in base all’atteggiamento o condotta nei confronti di un determinato contesto o consuetudine (non andremo probabilmente ad un funerale vestiti di rosso, o ad un matrimonio vestiti di bianco), tuttavia ci rendiamo conto ogni giorno quanto il colore abbia una forte connotazione persuasiva (per questo è diventato strategico strumento di vendita).

Credo davvero che lo stile sia l’abito dei nostri pensieri, non solo stoffa ma anche molta personalità.

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